Dintorni
SCICLI

Dalla motivazione di iscrizione nella World Heritage List dell'Unesco: "... La via Mormino Penna, per la ricca presenza di edifici del Settecento, e il palazzo Beneventano rappresentano un capolavoro del genio creativo umano dell'età tardo-barocca. Si può infatti dire che sia questa l'epoca che definisce nel complesso il continuum dell'ambiente urbano della via, in cui anche gli edifici che appartengono all'Ottocento e al Novecento si sono adattati all'immagine prevalente... Palazzo Beneventano, il più famoso edificio nobiliare di Scicli ed uno dei più interessanti della Sicilia barocca, inserito dal Blunt nella sua rassegna sul barocco siciliano e successivamente notato da numerosi altri autori, è per la sua unicità anch'esso un capolavoro, in particolar modo per l'aspetto scultoreo che caratterizza le sue due facciate fastosamente decorate dai lapidici locali..."

MODICA

Abbarbicate alle rocce, addossate alle caverne, aggrappate ad ogni piccola sporgenza, le case di questa caratteristica città si aizzano dal fondo valle verso i pianori circostanti, come l’araucaria in cerca di sole. Ai piedi dell’enorme ammasso roccioso che penetra come un cuneo gigantesco nella vallata e che la vallata stessa domina come un castello naturale, si congiungono i due torrenti che danno vita al Moticano. Scelta dai Sicani, e poi dai Siculi, per la sua particolare posizione, che ne faceva un sito inespugnabile, Modica si affacciò alla storia del mondo nel periodo neolitico. Gli abitanti preistorici di questo periodo, che va dalle origini al 1400 A. C., trogloditi per necessità, conducevano la loro vita piuttosto grama entro grotte naturali e artificiali, nutrendosi dei prodotti spontanei del suolo fertilissimo e della caccia abbondante. La loro civi1tà era ancora ferma all’età della pietra quando, già da millenni, le piramidi sfidavano il tempo ed i più grandi imperi della terra erano nel pieno della loro potenza e del loro splendore. Appartenenti a quest’epoca, il tedesco von Andrian, nel 1878, trovò a Cava Lazzaro numerose e notevoli testimonianze, che oggi si trovano al Museo di Berlino.

NOTO

Noto è "un libro vivente". E’ un giardino di pietra ove ad ogni angolo è dato incontrare capitelli, fregi barocchi, chiese e palazzi nobiliari. Esistono città e paesi che con i loro nomi rievocano la purezza e l’armonia dell’arte. Noto, è uno di questi; con le sue bellezze architettoniche, culturali risveglia nei visitatori l’idea più alta di ciò che gli uomini d’ingegno hanno prodotto in questo tempio di pietre vive. La città recentemente insignita dall’UNESCO del titolo di “patrimonio culturale dell’umanità” rappresenta l’emblema della ricchezza e dello sfarzo nell’epoca barocca in Sicilia. Offre al turista palazzi di giallognola pietra, così vicina al colore della carne ed inattesi tesori che sparsi nel territorio raccontano storie di civiltà antiche. Sparsi come beni di valore in un vastissimo territorio troviamo santuari, e rovine di antiche città come Eloro, Noto Antica. Le magnifiche spiagge e l’Oasi di Vendicari, riserva naturale, il clima mite, i sentieri di montagna, i borghi antichi, i castelli, le grotte, le chiese ed i conventi sono meraviglie senza eguali. Suggestione difficile da dimenticare quando dall’alto delle sue torri campanarie o dalle alture di un palazzo, si ammira la città e la valle lambita dal mare. Lasciatevi stupire dall’arte, dalla cultura, dalle tradizioni, dal mare e dal sole dalla più bella città della Sicilia.


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